Ama ciò che fa la tua felicità, ma non amare la tua felicità. Gustave Thibon
In questo caso dobbiamo concentrare i nostri sforzi sempre sulla “scatola” e non sul “contenuto”.
La “scatola” è quella cosa che noi possiamo ottenere (o cercare di ottenere), mentre al contenuto non abbiamo accesso.
Ricercare la felicità è un concetto astratto che può logorare i più. Concentrarci su come “essere felici” ci porta sulla giusta strada.
Il segreto sta nel bilanciare “l’ossessione” e “l’assuefazione”.
Sappiamo che per essere felici ci servirà il modo. Il modo ottenuto in maniera ossessiva provocherà assuefazione e quindi il modo risulterà via via inefficace.
Ecco che il modo diventa importante. Come essere felice, come variare la felicità. Come cercare, come volere.
Oggi il parallelismo con Emilia sarà difficile ma non impossibile:
Non vado mai a pezzi perché non sono mai tutto intero. Andy Warhol
Il concetto di intero/persona è troppo semplice. Noi siamo complessi, la nostra mente, il nostro corpo. Questo ci porta a livelli di complicazione veramente alti e livelli di “configurazioni” molto ampi.
Siamo adattabili, ci adattiamo all’ambiente, alla società e riusciamo ad adattarli a noi.
Ecco che anche nella peggiore ipotesi che ci potesse capitare, dobbiamo restare coscienti del nostro potenziale.
Siamo un intero fatti da pezzi. Un collage di esperienze e membra che ci porta ad essere quel che siamo oggi, mentre già domani avremmo con noi i segni del cambiamento.
Sempre noi, sempre diversi. Adattabili, adattatori.
A chi si adatta,
a chi non lo fa.
Come al solito, Buon va
Il destino non viene da una sola direzione, ma cresce dentro di noi. Hermann Hesse
Non ho una definizione netta del destino, io sono un fan assoluto della casualità, ma comprendo chi dice che il destino è scritto.
A pensarci bene, la verità sta nel mezzo e direi che non sarà tutto caso, non sarà tutto scritto. Noi possiamo intervenire.
Ci sono fior di libri/telefilm che spacciano un evento per casualità o fede e lasciano decidere ai protagonisti cosa.
Credo che noi abbiamo un margine di manovra. Il destino da margine di una qualsiasi manovra e noi, volendo, possiamo dirottare
la nostra strada verso altri orizzonti.
Sarà difficile, sarà complesso, ma non impossibile.
A chi crede al destino,
a chi non ci crede.
Come al solito, Buon Va
Chi ha paura di sognare è destinato a morire. Bob Marley
La paura di sognare può essere paragonata solamente alla paura del futuro. Il sogno non è importante, almeno non le senso onirico del termine.
Il sogno (qualunque sia) porta la spinta emotiva in avanti. E’ la realizzazione di un sogno che spinge un uomo a vivere.
Il sogno può essere una famiglia, una macchina sportiva, vedere un posto, restare solo, non restare solo.
Non importa il motivo della spinta, ma la spinta di per se. Ecco che il sogno ci porta a vivere e la vita ci porta al sogno.
Diventa difficile scinderli e, quando raggiungiamo (se lo facciamo) il nostro sogno, si apre la strada ad un’altra avventura.
Siamo destinati a cercare la felicità, a trovarla e a ricercare altra felicità.
Oggi propongo grazie al consiglio di Francesca la canzone di Enrico Ruggeri, che come cantautore ho apprezzato nel tempo:
Dimmi quand’è
che ti sei divertito davvero
prova a dirmi quand’è che hai lasciato i rimpianti nel vento
dimmi quando tu hai fatto più felice il bambino che hai dentro
e vissuto le piccole cose lungo gli incontri della vita Enrico Ruggeri, All-In - L’ultima Follia Di Enrico Ruggeri (2009), Incontri (Dimmi Quand’è)
La mia perenne ricerca della felicità mi ha sempre portato a soddisfare il “bambino che ho dentro”. Concetto talmente radicato che possiedo ancora atteggiamenti fanciulleschi che mi permettono voli pindarici tra gli anni vissuti.
Non è questione di esser infantile, ma di dare sfogo a quel bambino che ha voglia di giocare. Non sempre, spesso. Se alimentiamo il bambino e bilanciamo “il genitore” riusciremmo a tenere ben bilanciato il nostro Adulto. Ecco che ritorna l’analisi transazionale (e chi mi ha seguito sa quanto ne apprezzi le potenzialità) e in questa canzone racconta di “fermarsi un attimo”. Lasciare i rimpianti, divertirsi e concentrarsi sulle piccole cose aiuta a concentrarsi su noi stessi.
A chi si incontra nella vita,
a chi fa il felice del bambino che ha dentro.
Come al solito, Buon Va
Oggi parliamo di quello che “ognuno” di noi dovrebbe fare:
C’è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera. Henry David Thoreau
Qua scadiamo nell’ovvio ma ovvio non è. Il successo è erroneamente considerato “l’essere il migliore” tra tanti. Vuoi per i modelli televisivi/sportivi, vuoi per luogo comune o per voglia primordiale di primeggiare.
Ma non è propriamente così. Avere successo è avere una “vita migliore possibile”. In pratica il migliorarsi la vita costantemente implica il successo della nostra persona.
Una persona che non può permettersi di studiare, riesce a lavorare e studiare e compiere un percorso deciso da lui, questo è successo. Battere 6 atleti in una gara, questo è successo.
Vivere serenamente, pagarsi un mutuo, lavorare, divertirsi, amarsi. Tutto questo è successo.
Il gioco regge se esiste (e usualmente esiste) la voglia di migliorare la propria esistenza (sociale / economica). Tutto questo porterà ad un costante e progressivo successo.
Certo, potranno esserci dei fallimenti, ma questa è un’altra storia.
A chi ha successo,
a chi ci prova,
a chi non lo fa nemmeno.
Come al solito, Buon Va
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