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VENTIOTTO MAGGIO DUEMILAOTTO

Oggi vorrei abbattere un luogo comune:

La modestia non può essere detta una virtù perché assomiglia più a una sofferenza che a una qualità.
Aristotele

Sono perfettamente d’accordo sull’Aristotele pensiero. Perché dovrei in qualche modo sottostimare le mie abilità? Io sono perfettamente conscio dei miei limiti e i risultati molto spesso sono oggettivi, specie se sul campo pragmatico.
Allora perché dovrei dire che non sono bravo a fare qualcosa se in effetti lo sono?
Non credo che sottostimare le proprie capacità sia un grande segno di intelligenza, ma ovviamente sopravvalutarle è comunque un esercizio molto furbo.
L’eccellenza l’abbiamo mentre riusciamo ad ottenere un’esatta valutazione dei propri limiti per poi superarli.

A chi si supera
a chi non lo fa mai
Come sempre, Buon Va

3 Commenti su “VENTIOTTO MAGGIO DUEMILAOTTO”

  1. camu dice:

    Che ci puoi fare, quando la natura ti fa modesto hai voglia a cercare di cambiare :(

  2. Jgor Buzziol dice:

    Ciao Camu, benvenuto.
    Credo esista un paradosso nell’esser modesto.
    Insomma … di contro credo che la modestia sia una forma di vanità.
    E’ capitato anche a me di fare il modesto, ma mi rendevo sempre conto che era una forma strana di “masochismo”.
    Quando mi hanno detto di esser bravo, di solito c’era sempre un motivo. Ho sempre dimostrato le mie capacità.
    :P
    Camu non credo che la natura ti abbia fatto modesto, forse timido :D
    Buon Va

  3. ithilien dice:

    non credo nella “modestia sincera”… mi lascia sempre un po’ perplessa. E’ come dire “no non sono brava” perchè qualcuno possa dirmi “no, invece lo sei” e quindi fortificare la mia vanità :)
    La natura centra e no… siamo noi a decidere :)

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