VENTIUNO LUGLIO DUEMILAOTTO
Oggi ho voglia di paradossi:
E’ noto che noi uomini non cerchiamo nella moglie le qualità che adoriamo nell’amante.
Italo Svevo
Sono convinto che in fondo l’uomo non voglia esser felice. Ogni tanto lo penso con profonda tristezza. Svevo in fondo dice una verità che va per la maggiore: le persone non si accontentano e non scelgono.
Credo sia questo il motivo principale dell’infelicità.
Accontentarsi non vuol dire prendere quello che capita, ma quello che è giusto per me. Ragionando in termini materialistici sarebbe come voler una Ferrari e poi non aver i soldi per la benzina. Ovvio che tutti devono pretendere “Ferrari” ma è meglio avere una macchina meno potente e benzina per correre.
Di solito quando cado sul discorso dell’accontentarsi mi si levano contro le solite obiezioni:
io voglio di più, come faccio a sapere se devo fermarmi e tante altre.
La risposta è la solita: non si sa. Ognuno è padrone dei propri limiti e può benissimo sforarli o starne al di sotto. Ognuno si regoli.
L’altro problema resta sempre la scelta, pochi sono in grado di fare una scelta e tenergli testa, spesso si molla alla prima difficoltà, al primo cambio di vento.
A volte resisto, a volte cambio idea e tante scelte le ho cambiate, ma solo dopo aver tentato di tutto per mantenerle in vita. E di questo, non me ne pento.
A chi sceglie
a chi è felice.
Come sempre, Buon Va


