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VENTIQUATTRO SETTEMBRE DUEMILAOTTO

Oggi voglio parlare ancora di “Analisi Transazionale“:

L’uomo è veramente se stesso quando gioca.
Friedrich Schelling

Penso che l’uomo che non sfrutta il suo bambino sia comunque una persona triste. Il gioco è l’espressione più naturale dell’uomo e in natura tutti gli insegamenti si trasmettono con il “gioco”.
“Giocare è una cosa seria” e sinceramente ho sempre creduto ciecamente a queste parole.
Il gioco è il nostro momento in cui il bambino si “interfaccia” con il mondo. Giocando il bambino dell’Io si libera dalle costrizioni e torna se stesso.
Ciò non vuol dire che si debba giocare per forza e comunque, anzi, mai perdere di vista il modo di comunicare dell’adulto perché solo l’adulto ci aiuta nei casi di emergenza, ma giocare rilassa l’anima, e scusate se è poco.
A chi gioca,
a chi non gioca,
Buon Va

3 Commenti su “VENTIQUATTRO SETTEMBRE DUEMILAOTTO”

  1. ithilien dice:

    E’ vero… se non si riesce a “giocare”, non riusciamo a rilassarci. Il gioco significa anche abbandonare per un momento ambienti formali e lasciarsi andare. Credo che la parte del gioco sia importante nei rapporti con la persona che si ama così come tra amici.

  2. ithilien dice:

    Ps. aggiungo… solitamente le persone che mi stanno antipatiche mancano tutte di questo lato ;)

  3. Jgor Buzziol dice:

    ^_^ A dire il vero a ma manca la parte seria! :)
    Comunque tanta gente non sa “giocare”. In effetti è triste.

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