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Immaginando un pensiero - Il bambino ritrovato

5 - Il bambino ritrovato
Foto di Emilia Pagano

Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé.
Pablo Neruda

Si potrebbe parlare tranquillamente di “Analisi Transazionale” ma per questione tecniche preferire fare riferimento al mio amico Riccardo che sicuramente potrebbe spiegare meglio ed in meno tempo la teoria.
Ma la sostanza non cambia. Non cambia che Neruda abbia ragione su tutta la linea.
Diventare “adulti” non vuol dire eliminare il nostro “bambino” e mutarsi in “genitore”. Nulla di tutto ciò. Diventare “adulti” significa semplicemente capire quando usare il nostro “bambino” o il nostro “genitore”.
C’è l’assurda certezza che si debba per forza rinunciare a qualcosa quando si cresce. Non è vero.
Io continuo ancora a giocare, spesso e volentieri. Dai videogame al luna-park passando da giochi di società alle carte. Gioco per dare libero sfogo al mio “bambino” e divento “genitore” se serve. Ma io resto sempre e comunque un adulto e mi credo abbastanza affidabile.
Ho visto e sentito troppa gente che mi diceva: “alla mia età dovrei giocare?”
La risposta è sempre la solita, se ti diverte, SI!

Come sempre,
ad adulti, genitori e bambini.
Buon Va

2 Commenti su “Immaginando un pensiero - Il bambino ritrovato”

  1. ithilien dice:

    Infatti… la parte del gioco è fondamentale… :)
    e poi è troppo divertente!!!
    Mio padre ha più di sessantanni e… gioca e scherza ancora con mia madre ed io li trovo fantastici :)

  2. Jgor Buzziol dice:

    Devo dire che è la capacità di giocare a tenerci giovani! ^_^
    Buon Va

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