DICIASETTE DICEMBRE DUEMILAOTTO
Oggi riaffermo un concetto permanente nel tempo:
Il massimo segno dell’intelligenza è il dubbio.
François Mauriac
La questione resta sempre incentrata sulla “domanda”. Troppe volte noi ci dimentichiamo di chiedere, molte volte diamo per scontato e alcune volte ci dimentichiamo qual’è la domanda da fare.
Restare nel “dubbio” ha alcuni svantaggi. Ma io lo trovo particolarmente stimolante.
Non so mai se il lavoro che faccio sia “fatto bene” non so se si poteva “farlo meglio”. Non so mai se una soluzione sia “l’unica” e non so cosa “succederà se”.
Questo mi porta a dare sempre il meglio anche se, a volte, il desiderio di rilassamento è forte. Per questo allora ragiono ad obiettivi oggettivi e non soggettivi. Una volta raggiunto l’obiettivo (che spesso trovo migliorabile ma qualitativamente alto) posso porre finalmente il ricercato punto e godermi lo spettacolo.
A chi dubita,
a chi non lo fa.
Come sempre. Buon Va



dicembre 17th, 2008 alle 08:39
Se si vuole sapere, è necessario chiedere… preferisco fare una domanda in più piuttosto che non sapere…
dicembre 17th, 2008 alle 08:40
ps. anche se in certe occasioni, è bello proprio lo scoprire lentamente… soprattutto quando si tratta di persone. I tempi del conoscere, beh quelli sono relativi
dicembre 17th, 2008 alle 08:43
Diciamo che “il sapere” ed il “conoscere” sono diversi. Parlando di dubbio è inteso verso uno “stato mentale”. Il conoscere è inteso come “un’aspettativa dell’anima”.
I dubbi sono madre di tutte le domande. ^_^
dicembre 17th, 2008 alle 14:23
considerando il fatto che l’intelligenza porta sempre a dubitare, potrei essere d’accordo se non che resta il fatto che necessitiamo di certezze a cui l’intelligenza non arriva e qui subentra la fede…ora ragione-fede sono due tematiche che annullano i dubbi o te li aumentano….va buo..ciao a presto
dicembre 17th, 2008 alle 14:38
Purtroppo non credo che la fede sia per forza una “chiarezza dei dubbi”. Ovviamente ognuno la pensa come vuole. Fatto sta che ogni cosa sotto ottiche diverse può essere “rivelatrice” o “caotica”