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VENTIQUATTRO FEBBRAIO DUEMILANOVE

Oggi vi propongo una canzone dove mi rispecchio in modo impressionante:

Faccio un lavoro strano
vedo gente in quantità
e mi capita ogni tanto di sentire il suo nome
in giro per le città
E non c’ho fatto ancora l’abitudine
o forse mai ce la farò
sarà che sono troppo sensibile
o nella testa chissà che c’ho
Francesco De Gregori, A Non Dirle Che Non E’ Così

Spesso mi capita di essere proprio così, a parte la mia passione per un “lavoro strano” e non convenzionale, ho sempre avuto l’impressione di essere troppo sensibile.
Una sensibilità che disorienta, che non rende speciale ma ti apre uno spiraglio verso le emozioni del mondo esterno.
La capacità di credere ai film, l’idea insistente di fare bene qualcosa. Il chiedersi se potevo evitare di fare alcune cose che danneggiano le persone.
Insomma, o sono troppo sensibile oppure “nella testa chissà che ciò”. Dopo un po’ ci si abitua e non si fa più caso, anzi, mi piace pure.

A chi è sensibile,
a chi non sa cos’ha nella testa.
Come sempre, Buon Va

2 Commenti su “VENTIQUATTRO FEBBRAIO DUEMILANOVE”

  1. ithilien dice:

    La sensibilità è una dote :)

  2. Jgor Buzziol dice:

    speriamo ^_^

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