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VENTITRE GIUGNO DUEMILANOVE

Oggi vorrei proporre questa canzone del 1980:

Scappo via, ogni giorno sai,
suono il mio rock senza fermarmi mai.
Certo, pensandoci bene qualcosa mi manca,
qualcuno che sfiori la mia faccia bianca
Enrico Ruggeri (Decibel), Vivo Da Re (1980), Vivo Da Re

Questa è la parte della canzone che mi emoziona di più e per il processo di coinvolgimento che crea.
Infatti nella fine di una storia, oltre al senso di “scappare” e di lavorare senza “fermarsi mai” resta
sempre quella sensazione di “mancanza”.
Ruggeri qui esprime benissimo il concetto di “sfiorare la faccia bianca” anche se io preferisco la versione dove dice “faccia stanca”.
Poco importa, quel che conta è riuscire a godere di queste carezze ora che ci sono, non darle mai per scontate.

Ecco che la canzone parla di “vita da re” anche se manca qualcosa.
In fondo è questa la sensazione nella fine di un amore, dolore e libertà

A chi scappa,
a chi suona,
a chi ci pensa bene.
Come al solito, Buon Va

Un Commento su “VENTITRE GIUGNO DUEMILANOVE”

  1. ithilien dice:

    La speranza di realizzarsi non solo professionalmente ma anche nella vita privata è il desiderio penso un po’ di tutti. Per i più “accaniti” sul lavoro, il pericolo è quello di focalizzarsi troppo su questo lato e trascurare invece quello personale, rischiando proprio di perdere il bello delle carezza, il calore delle persone :)

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