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TRENTA GIUGNO DUEMILANOVE

Oggi pesco dal mio cilindro canoro (ristretto ma dettagliatamente fornito) una canzone De Gregoriana; adattamento di una canzone di Bob Dylan:

Se la vedi dille ciao
salutala ovunque sia
[...]
e se crede che l’abbia scordata
non dirle che non è così
[...]
Se c’è un altro che le sta accanto
certamente non sarò io
a mettermi fra di loro
ci scommetto che non sarò io
[...]
e mi capita ogni tanto di sentire il suo nome
in giro per le città
E non c’ho fatto ancora l’abitudine
o forse mai ce la farò
sarà che sono troppo sensibile
o nella testa chissà che c’ho
[...]
tu dille che può cercarmi
se trova il tempo mi troverà

(Dal cd con la colonna sonora del film “Masked and anonymous“, il nuovo film di Bob Dylan in cui interpreta il ruolo di Jack Fate. Il disco contiene 14 brani di cui 4 interpretati da Bob Dylan ed i restanti 10 da vari interpreti.)

Già il titolo: “non dirle che non è così” significa in altre parole, “dille che è così” (la doppia negazione viene usata secondo me in modo eccezionale); allora rivediamo la canzone secondo questa ottica

e se crede che l’abbia scordata
non dirle che non è così (dille che è così)

Quante volte ci è capitato di gridare le cose in silenzio?
Di usare questa doppia negazione per dire/non dire le cose?
Mi ricordo di aver usato spesso questo “sotto-rifugio”, ero sicuramente più inesperto, più timido, e questo modo di fare mi aiutava a “scaricare la responsabilità”.
Una volta raggiunta la chiarezza comunicativa, tutto non fu più semplice (tutt’ora sono una frana), ma solamente più diretto; meno incomprensioni.
Almeno, per me è stato così…

A tutti, Buon Va,
e … non ditele che non è così ….

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