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DICIOTTO NOVEMBRE DUEMILANOVE

18
nov

Vorrei ancora parlare del sogno.

Chi ha paura di sognare è destinato a morire.
Bob Marley

La paura di sognare può essere paragonata solamente alla paura del futuro. Il sogno non è importante, almeno non le senso onirico del termine.
Il sogno (qualunque sia) porta la spinta emotiva in avanti. E’ la realizzazione di un sogno che spinge un uomo a vivere.
Il sogno può essere una famiglia, una macchina sportiva, vedere un posto, restare solo, non restare solo.
Non importa il motivo della spinta, ma la spinta di per se. Ecco che il sogno ci porta a vivere e la vita ci porta al sogno.
Diventa difficile scinderli e, quando raggiungiamo (se lo facciamo) il nostro sogno, si apre la strada ad un’altra avventura.
Siamo destinati a cercare la felicità, a trovarla e a ricercare altra felicità.

A chi cerca,
a chi sogna.
Come al solito, Buon Va

DICIASETTE NOVEMBRE DUEMILANOVE

17
nov

Oggi propongo grazie al consiglio di Francesca la canzone di Enrico Ruggeri, che come cantautore ho apprezzato nel tempo:

Dimmi quand’è
che ti sei divertito davvero
prova a dirmi quand’è che hai lasciato i rimpianti nel vento
dimmi quando tu hai fatto più felice il bambino che hai dentro
e vissuto le piccole cose lungo gli incontri della vita
Enrico Ruggeri, All-In - L’ultima Follia Di Enrico Ruggeri (2009), Incontri (Dimmi Quand’è)

La mia perenne ricerca della felicità mi ha sempre portato a soddisfare il “bambino che ho dentro”. Concetto talmente radicato che possiedo ancora atteggiamenti fanciulleschi che mi permettono voli pindarici tra gli anni vissuti.
Non è questione di esser infantile, ma di dare sfogo a quel bambino che ha voglia di giocare. Non sempre, spesso. Se alimentiamo il bambino e bilanciamo “il genitore” riusciremmo a tenere ben bilanciato il nostro Adulto. Ecco che ritorna l’analisi transazionale (e chi mi ha seguito sa quanto ne apprezzi le potenzialità) e in questa canzone racconta di “fermarsi un attimo”.  Lasciare i rimpianti, divertirsi e concentrarsi sulle piccole cose aiuta a concentrarsi su noi stessi.

A chi si incontra nella vita,
a chi fa il felice del bambino che ha dentro.
Come al solito, Buon Va

SEDICI NOVEMBRE DUEMILANOVE

16
nov

Oggi parliamo di quello che “ognuno” di noi dovrebbe fare:

C’è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera.
Henry David Thoreau

Qua scadiamo nell’ovvio ma ovvio non è. Il successo è erroneamente considerato “l’essere il migliore” tra tanti. Vuoi per i modelli televisivi/sportivi, vuoi per luogo comune o per voglia primordiale di primeggiare.
Ma non è propriamente così. Avere successo è avere una “vita migliore possibile”. In pratica il migliorarsi la vita costantemente implica il successo della nostra persona.
Una persona che non può permettersi di studiare, riesce a lavorare e studiare e compiere un percorso deciso da lui, questo è successo. Battere 6 atleti in una gara, questo è successo.
Vivere serenamente, pagarsi un mutuo, lavorare, divertirsi, amarsi. Tutto questo è successo.
Il gioco regge se esiste (e usualmente esiste) la voglia di migliorare la propria esistenza (sociale / economica). Tutto questo porterà ad un costante e progressivo successo.
Certo, potranno esserci dei fallimenti, ma questa è un’altra storia.

A chi ha successo,
a chi ci prova,
a chi non lo fa nemmeno.
Come al solito, Buon Va

TREDICI NOVEMBRE DUEMILANOVE

13
nov

45 - Scegli la strada e apri la porta

Oggi non riesco a pubblicare “immaginando un pensiero” che slitterà alla prossima settimana.
Per fortuna sono riuscito a recuperare la foto, ringraziando Emilia per la pazienza e scusandomi per non esser riuscito a pubblicarla prima.

In ogni casa elegante c’è la porta principale per i signori, e c’è la porticina di servizio per i fornitori; ma non deve mancare la porta celeste per gli dei. Si potrebbe dire che la cappa del camino è il tunnel che congiunge la terra al cielo. [...] Per colpa di certe convenzioni, e d’una diffusissima mancanza di coraggio ascensionale, forse questa porta è poco adoperata. Ciò non toglie che la porta della Befana sia la vera porta principale: la porta che si apre sull’universo.
Gilbert Keith Chesterton

Ecco che tornano le “convenzioni” amato e odiato cruccio della vita moderna.
Amato per il fatto che le convenzioni, sociali o meno, servono per mantenere strutturata un’organizzazione complessa come la società. Odiate perché le stesse convenzioni non vengono più messe in discussione. O vengono seguite o no.
Purtroppo tutto dipende dalle condizioni iniziali e da quelle finali. Io sono per valutare le cose di volta in volta. Odio chiudermi le porte per “dato di fatto”.
Ecco che le convenzioni e la mancanza di coraggio toglie alla persona la possibilità di volare.
Volare con la fantasia, volare via.
Continuare a vivere la propria esistenza circondato dalla propria fantasia.

A chi vola verso l’universo,
a chi resta fermo.
Come al solito, Buon Va

DODICI NOVEMBRE DUEMILANOVE

12
nov

Oggi parliamo di fortuna e speranza:

Chi ha avuto la fortuna di incontrare l’amore, faccia di tutto per mantenerlo vivo, perché l’amore non invecchia.
E chi non l’ha incontrato, apra il cuore alla speranza, poiché la vita è sempre una speranza d’amore.
Nicola Abbagnano

Non vorrei sembrare una vecchia frase da cioccolatino, ma credo che la speranza sia alla base del nuovo muoversi.
Non per buonismo ma il motore della gente deve essere per forza la speranza. Ecco che la motivazione forte dello stare bene ci posiziona in modo “ricettivo” verso gli altri.
Ecco che incontrare l’amore diventa allora un fatto di testa, non di ricerca, ma di benessere con se stessi.

a chi ha “incontrato l’amore”
a chi lo mantiene vivo
a chi non invecchia
e a ha speranza

sempre e per sempre
come al solito
un “buon va”

UNDICI NOVEMBRE DUEMILANOVE

11
nov

Oggi parliamo d’azione:

Chi non osa nulla, non speri in nulla.
Johann Christoph Friedrich von Schiller

E’ la solita minestra riscaldata di “chi non risica, non rosica” ma credo fermamente a questa politica.
Mettersi in gioco vuol dire “rischiare” ed è solo grazie al nostro saper osare che riusciamo a fare dei “passi avanti”.
Accontentarsi non dovrebbe essere di questo mondo, se pensiamo bene, l’accontentarsi genera la “fine della passione”.

Accontentarsi di un lavoro? O cambiamo lavoro o lo faremmo controvoglia.
Accontentarsi di una storia? La diamo per scontata e la fermiamo (dal punto di vista emotivo).
Accontentarsi di un risultato? Non miglioreremo mai.

Io non sono per l’accontentarmi, ma per mettermi in gioco, su vari piani, su vari mondi. Per me non è necessario essere “il migliore”, ma solamente “migliorare”.

A chi migliora, a chi peggiora.
Come al solito, Buon Va