In parole povere l’odio alimenta l’odio. Oppure amore alimenta amore. Credo che le forti emozioni tendano a richiamarsi a vicenda e seguire un percorso a spirale. Ovviamente nulla è per sempre e questa spirale pian piano andrà scemando, ma se alimentata nuovamente l’emozione a spirale potrebbe andare avanti per secoli. Il guaio sta nella perdita dell’obiettività e la modifica del piano ideologico di una persona. A forza di stare a contatto con queste dinamiche si tende ad idealizzare un concetto (sono tutti cosi’ … fanno questo) o non cogliere i pregi (o difetti) di una persona a prescindere.
A chi fa la guerra,
A chi fa l’amore.
Come al solito, Buon Va
E sono entrato in un portone e dentro un grande ascensore
E mi hanno fatto domande sulla mia vita interiore
Ed in qualcuna delle mie risposte c’era il tuo nome Francesco De Gregori, Amore Nel Pomeriggio (2001), Caldo E Scuro
Ieri parlavamo d’amore e oggi continuo per la mia strada. Caldo e Scuro è una canzone particolare, di quelle che non si capiscono al primo colpo, ma colpiscono. Ed ecco le strofe che mi hanno colpito. Mi hanno fatto domande sulla mia vita interiore e in qualcuna delle mie risposte, c’era il tuo nome.
Credo che questa sia la definizione d’amore più poetica che abbia sentito. Non solo dire sono innamorato, ma arrivarci per “retroattività analitica”.
In base alle domande capisco che la mia vita interiore non è più solo mia, ma compenetrata da altre persone.
Più importante sarà il rapporto e più risposte con “il tuo nome” si compenetreranno.
Tutto qua, solo amore.
A chi entra,
a chi chiede.
Come al solito, Buon Va
Oggi torno a parlar d’amore e uso questa frase di Ungaretti:
Il vero amore è una quiete accesa.
Giuseppe Ungaretti
L’ossimoro delle parole mi è sempre piaciuto e trovo interessante il fatto che il “vero amore” sia una quiete accesa.
Dicono che subentri la noia in un rapporto consolidato, magari è così. Io resto propenso a questa visione di “quiete accesa”. Una vita di coppia che si bilancia tra il “solito” e il ridere del solito.
A chi ha il vero amore,
a chi ha una quiete accesa.
Come al solito, Buon Va
Oggi parliamo di tartarughe e di questo difficile salto carpiato che mi ha fatto fare la mia amica Emilia:
Forse Ulisse può battere la tartaruga ma senza conoscenza non c’è vera tartaruga e quindi Ulisse è solo nella corsa e forse nella corsa perde la sua sapienza e resta il niente, il puro niente senza tartaruga e senza coscienza fine a se stessa. Corrado Guzzanti
Il concetto è un po’ arzigogolato ma si può tradurre nell’importanza del sapere e del confronto. Nessuna delle due cose è valida senza l’altra. Sapere è un processo che aumenta col tempo e grazie al confronto possiamo “sapere di non sapere” ed eventualmente aggiornarci. Ponendo fine ai confronti (costruttivi o meno) non ci sarà più modo per imparare cose nuove e tutti si fermerà li, ad una coscienza fine a se stessa.
A chi impara,
a chi non lo fa.
Come al solito, Buon Va
Il problema non è il piacere, il problema è l’attaccamento. Tilopa
Il problema è proprio questo, il godersi la vita non è “reato”, insomma tutti hanno diritto di un “sano” qualcosa.
C’è chi fa l’egoista e si tiene un po’ di tempo per se, chi va a fare spese, chi vuol fare il proprio rituale davanti ai videogiochi/giornale/tv
Insomma, piccoli piaceri che ognuno di noi vuole tenersi.
Il problema risulta l’attaccamento una volta usufruito del piacere tendiamo a ripeterlo mentalmente e, quando non c’è più, ci manca.
Ecco che l’impostazione mentale interessante potrebbe essere: “godo del piacere qui e ora e so che dopo non ci sarà più, quindi mi gusto il momento al massimo”. Diventa difficile e cinico forse, ma sicuramente così si vivrà maggiormente il pacere e, sapendo della fine dello stesso, aumenterà il piacere stesso.
A chi ha piaceri,
a chi ha problemi.
Come al solito, Buon Va
Per sviluppare un’intelligenza al di fuori del comune, è necessario imparare a smettere di pensare.
Da -L’ultimo segreto- di Andrea Di Terlizzi
Resto sempre convinto dell’importanza del “non pensiero”. Non tanto come “sregolatezza” ma in opposizione del “fare”. Se non pensiamo le cose “arrivano direttamente nella mente”. Sono sempre idee, ma svuotate dalla carica negativa che esse possono avere.
Diventa così interessante “non pensare” ma fare, agire e continuare sulla nostra strada.
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